RESTO DEL CARLINO - Marzo 2016

Mascagni Spa - Mobili per Ufficio lancia Sound, il pannello di design che ti abbassa la voce

 

Michele Mascagni, terza generazione, con il nipote Pietro, quarta


C'è qualcosa che accomuna il distretto di polizia del Kuwait con il reparto corse della Ferrari a Maranello e la sede della Shell a Perth, in Australia. Non è il petrolio, ma i mobili da ufficio made in Bologna. Anzi meglio: made in Casalecchio. Antenato è un portafoto ideato nel 1930 da Umberto Mascagni, un infermiere professionista con l'hobby della fotografia. Ma forse è meglio andare con ordine. L'azienda in questione è la Mascagni Spa. Il portafoto era innovativo perché non aveva cornice: due vetri innestati su una base, per dare più aria al ritratto. Fu un caso, ma anche una fortuna, che la neonata Upim lo scoprisse qualche anno dopo, ordinandone in blocco diverse migliaia. Così Mascagni smise di fare l'infermiere, e dopo la guerra dal portafoto passò al suo supporto, il comodino, quindi ai mobili da ufficio. Passata ai figli e poi ai quattro nipoti, la Mascagni oggi è presieduta da Michele, terza generazione, e si avvale della collaborazione di Pietro, figlio di Paolo (che fu anche presidente dell'API), quarta generazione.

Cento dipendenti, divisi tra Casalecchio e Treviso, e un fatturato di più di ventidue milioni di euro nel 2015 (7,5 milioni nel settore regalo e 15 milioni sul versante mobili). «Gli storici portafoto del bisnonno - assicura Michele - con più di un milione di pezzi venduti all'anno sono ancora il nostro top tra gli oggetti».

Per il settore ufficio, tornato a crescere lo scorso anno dopo gli anni bui della crisi, l'asso nella manica si chiama Sound (TrésSound), è appena nato ed è frutto di 20 mesi di studio. «Un prodotto altamente tecnologico e innovativo - considera Pietro -, ideato per rivoluzionare totalmente le condizioni di lavoro negli open space». Un oggetto versatile, perché «può fare da parete divisoria se posto tra due tavoli, da "guscio" se messo attorno a un tavolo riunioni o da oggetto di design se appeso al soffitto o alle pareti». Dove sta l'innovazione? «Sound assorbe i suoni grazie alla sua superficie microforata e li imprigiona all'interno, attutendoli, consentendo agli interlocutori di ridurre le voci provenienti dalle altre postazioni e concentrarsi sulla propria conversazione, e alleggerendo l'effetto eco e rimbombo nelle stanze chiuse». Una sfida che dallo showroom della sede storica di Casalecchio, rinnovato per l'occasione recuperando anche un angolo di storia con i primi mobili disegnati da Umberto Mascagni, punta al mondo, «dove - conclude Michele - realizziamo più del 35% del nostro fatturato, contando di crescere ancora».

 

Simone Arminio, Il resto del Carlino, 2 Marzo 2016

 

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